URWAN: una roadmap e strumenti pronti all’uso per le città del Mediterraneo

Ondate di calore, siccità estreme, piogge improvvise su strade impermeabilizzate: le città del Mediterraneo sono in prima linea nella crisi climatica. Il progetto europeo URWAN – Urban Regenerative Water Avant-garde(N), cofinanziato dal programma Interreg Euro-MED e coordinato da ANCI Lazio con otto partner di sei paesi, dimostra che integrare le Nature-based Solutions nella rigenerazione urbana è possibile, replicabile e misurabile. Ferla è stata una delle cinque città pilota, insieme a Roma, Cuba (Portogallo), Ptuj (Slovenia) e Sarajevo.

URWAN lascia in eredità un pacchetto di strumenti concreti, l’Enabler Pack, che offre un quadro integrato delle risorse utili all’implementazione delle NbS. Tra gli strumenti troviamo il Catalogo sulle NbS, scaricabile gratuitamente dal sito del progetto in più lingue. Il Catalogo classifica le NbS attorno alla gestione dell’acqua – soluzioni WATER SNOB, alimentate dalla rete potabile, e WATER SMART, progettate per usare fonti alternative – e aiuta a capire rapidamente quale soluzione è più adatta al problema da affrontare La Checklist, allineata agli standard IUCN, guida passo dopo passo pianificazione, gestione del rischio, finanziamento e integrazione nelle politiche locali. La Roadmap distilla il percorso testato nelle città pilota, dalla diagnosi territoriale al monitoraggio, ed è accompagnata da un training kit e dagli strumenti di co-progettazione sperimentati anche a Ferla. È pensata soprattutto per i comuni piccoli e medi, con capacità tecniche e finanziarie limitate, perché il verde manca di più proprio dove le risorse sono più scarse.

Il progetto ha realizzato anche interventi reali: a Roma, dove una scuola pubblica è stata trasformata in un laboratorio urbano a cielo aperto con infrastrutture verdi e blu, raccolta e riuso delle acque e de-impermeabilizzazione dei suoli; e a Cuba, nell’Alentejo, dove acque piovane e reflue vengono trattate e rimesse in circolo. Contesti diversi, problemi opposti – troppa acqua o troppo poca – e una stessa logica, la stessa che guida da anni l’esperienza di Ferla: lavorare con la natura, non contro di essa.